L'ORTO ETNICO A KM 0
I Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo e Rifugiati che si trovano in contesti che lo consentono, possono offrire la possibilità di sviluppare attività agricole, come la coltivazione di orti o la gestione di serre e non solo per la coltivazione di prodotti tradizionali.
Si tratta di un’ottima opportunità per mettere in valore, aggiornare e riconvertire l’esperienza di molti ospiti che provengono da Paesi dove già praticavano attività agricole, tenendo presente che l’agricoltura in alcune aree del nostro Paese assorbe molta forza lavoro migrante in questo settore. Oltre alle colture tradizionali oggi in Italia si stanno sperimentando nuove forme di coltivazioni di ortaggi e frutta proveniente da paesi sub-tropicali, una recente ricerca svolta da CIA Lombardia testimonia. Sono infatti oltre 100 le specie che possono essere coltivate con successo nel nostro Paese. L’Orto etnico a KM 0 può rappresentare una fonte di approvvigionamento di prodotti esotici per la cucina degli ospiti dei Centri, ma anche un’opportunità didattica per raccontare come anche i prodotti hanno da sempre viaggiato nello spazio e nel tempo, a partire dalle caravelle di Cristoforo Colombo che portarono in Occidente pomodori, patate, mais, fagioli, zucche e peperoncini che oggi tutti consumiamo. Oggi basta visitare un Mercato come Porta Palazzo a Torino o l’Esquilino a Roma per trovarne tuberi, ortaggi e frutti cinesi, indiani, marocchini, peruviani o rumeni.