PARLA COME MANGI

Food habits & Healthy food

Le multinazionali del cibo hanno svolto in Africa e in molti Paesi del sud del mondo campagne di marketing molto aggressive che hanno profondamente condizionato le abitudini alimentari dei Paesi di provenienza dei rifugiati e richiedenti asilo, spingendoli a consumare prodotti e ingredienti, spesso nocivi per la loro salute

L’antropologia del cibo e la sociologia delle migrazioni hanno messo in luce lo stretto legame esistente tra la conservazione della propria identità culturale e il rispetto delle diverse tradizioni alimentari (food habits). Se da un lato è importante consentire alle persone ospiti dei Centri di preparare i loro pasti cucinando i cibi tradizionali, con gli ingredienti esotici oggi reperibili anche in Italia, dall’altro è opportuno sensibilizzarli sulla nocività di alcune pratiche culinarie e ingredienti. Osservando il modo di cucinare di molti ospiti si assiste infatti all’uso massivo di additivi e aromatizzanti, come il glutammato monosodico, di ingredienti impoveriti con il latte condensato o in polvere, di oli non raffinati come quello di palma, di fritture con oli esausti oltre all’uso di farine di dubbio valore (instant potato plakes) che con il tempo provocano seri problemi di salute.

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